di Giovanna Frongia, Sardegna Immaginare XV
Fin dall’antichità terra di passaggio verso l’interno dell’isola, il borgo di Masullas, situato proprio nel cuore della Marmilla, nella Sardegna centro occidentale, racconta un viaggio che comincia venti milioni di anni fa, con la storia del monte vulcanico Arci. La sua attività eruttiva, cessata da millenni, ha dato origine a ricchi giacimenti di ossidiana alternati a strati di perlite, osservabili nel parco di Conca Cannas. In questo luogo che sa di preistoria, passeggiando per i sentieri naturalistici alla ricerca dell’ossidiana, tra fitti boschi di lecci e macchia mediterranea, il pensiero va agli uomini del Neolitico, intenti a ricercare la vitrea roccia vulcanica di colore scuro, per lo più nero lucente, particolarmente adatta per la fabbricazione di armi da taglio, di utensili da lavoro e di manufatti per la vita quotidiana. Fa parte del patrimonio geominerario di Masullas anche l’area de Su Carongiu de Fanari, con il suo mega pillow, un cuscino di lava vulcanico tra i più grandi al mondo, riconosciuto come Monumento Naturale della Sardegna, che ha avuto origine dal raffreddamento delle colate di magma delle eruzioni sottomarine.
Questo è solo uno dei tanti percorsi guidati che il comune di Masullas offre ai propri visitatori e che prosegue nel GeoMuseo Monte Arci “Stefano Incani”, ospitato nei suggestivi spazi dell’ex convento secentesco dei Frati Cappuccini, le cui stanze custodiscono rari e preziosi minerali, insieme a rocce vulcaniche e fossili che testimoniano la storia geologica di questo territorio, quando ancora era sommerso da quello che oggi conosciamo come il Mar Mediterraneo. Strettamente legato a questo è il Museo Aquilegia le cui esposizioni completano il GeoMuseo accompagnando i visitatori alla scoperta della storia naturale dell’isola. Non è un caso che il piccolo borgo di Masullas, che oggi conta poco più di mille abitanti, faccia parte del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e del Parco Naturale del Monte Arci. Il Polo Museale comprende anche il museo I Cavalieri delle Colline, allestito nel vecchio municipio del paese dove attraverso una serie di pannelli esposti in cinque sale, di cui una didattica, si narrano le vicende e la storia delle famiglie appartenenti all’aristocrazia rurale di Masullas. «Il paese ha creduto tantissimo nelle sue potenzialità e si è così ritagliato uno spazio importante nel panorama regionale con un’offerta paesaggistica, culturale e storica» spiega Francesca Ghiani, presidente della Cooperativa Il Chiostro, l’ente gestore del Centro di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità Masullas-Parte Montis, che oltre alla direzione dei musei, promuove attività e laboratori di educazione allo sviluppo sostenibile per un rilancio anche ecologico del territorio. Un progetto territoriale di riscoperta dell’identità e di sviluppo locale ben riuscito, una fonte di ricchezza culturale, ambientale e turistica che tutelando il patrimonio naturalistico e storico del luogo lo rende fruibile alla collettività e ai viaggiatori.




